METODI DI RISOLUZIONE DEI CONFLITTI

METODO DEL CONFRONTO CREATIVO (di Marianella Sclavi)

Il confronto creativo è un metodo avanzato di gestione dei conflitti che si concentra sull’utilizzo della complessità e della diversità delle opinioni per generare soluzioni innovative e inclusive. 

Il processo segue vari passaggi chiave:

  • Presentazione delle proposte: ogni partecipante presenta la propria idea o soluzione al problema, esponendo chiaramente le motivazioni alla base della sua proposta.
  • Ricerca di proposte ponte: il facilitatore svolge un ruolo cruciale in questa fase, invitando i partecipanti a identificare le cosiddette “proposte ponte”, ovvero quelle idee che possono connettere diverse esigenze e interessi. Questo può includere la selezione di proposte già presentate o la riformulazione di nuove proposte che emergono durante la discussione.
  • Gestione delle perplessità: quando emergono dubbi o perplessità, il facilitatore guida ulteriormente il dialogo ponendo domande come “cosa si dovrebbe cambiare per venire incontro alle tue preoccupazioni”; questa domanda è poi estesa a tutti i partecipanti con una formulazione inclusiva: “cosa potremmo cambiare per andare incontro a queste preoccupazioni”; Questo stimola la riflessione collettiva e promuove l’empatia tra i partecipanti.
  • Valutazione concertata delle opzioni: le soluzioni così generate, arricchite e moltiplicate attraverso questo processo dialogico, sono poi oggetto di una valutazione concertata. In questa fase, il gruppo lavora insieme per valutare le diverse opzioni, considerando come ciascuna possa soddisfare al meglio gli interessi collettivi.

 

METODO DEL CONSENSO

Il metodo del consenso rappresenta un approccio strutturato per raggiungere decisioni collettive che massimizzano l’accordo e minimizzano le resistenze.

I passaggi principali sono:

  • Votazione iniziale con quattro opzioni: i membri del gruppo esprimono la loro posizione rispetto a una proposta attraverso una di quattro categorie:
    • o favorevole e sostenitore “accetto la proposta e mi impegnerò attivamente per la sua realizzazione”;
    • favorevole ma non sostenitore “accetto la proposta ma senza un impegno attivo per la sua implementazione”;
    • contrario ma non oppositore “non supporto la proposta, ma non mi opporrò alla sua realizzazione”;
    • oppositore “non sono d’accordo con la proposta e mi opporrò attivamente alla sua realizzazione”.
  •  Intervento di oppositori e sostenitori: a ogni persona che si dichiara oppositore viene data la possibilità di spiegare le proprie ragioni, allo stesso modo si procede con i sostenitori. Questo  passaggio è fondamentale per comprendere in profondità le diverse prospettive e per lavorare su possibili modifiche che possano soddisfare maggiormente il gruppo.

  • Seconda votazione se gli oppositori rientrano: se, dopo la discussione, gli oppositori decidono di ritirare la loro opposizione (spostandosi, per esempio, nella categoria dei contrari ma non oppositori), si procede a una nuova votazione. questo permette di rivedere le posizioni alla luce delle discussioni e delle modifiche apportate.

  • Gestione della persistenza dell’opposizione: se gli oppositori mantengono la loro posizione, il facilitatore può proporre di votare su due possibilità:

    • procedere con una decisione a maggioranza: se il gruppo accetta di procedere con una decisione a maggioranza, si passa ad una votazione che non richiede il consenso unanime.

    • rimandare la discussione: se il gruppo preferisce non forzare una decisione in presenza di forte opposizione, la discussione può essere rimandata per ulteriori riflessioni o per esplorare alternative.

 

METODO SOCIOCRATICO

Il metodo sociocratico, noto anche come governance sociocratica o cerchio sociocratico, è un approccio alla gestione dei conflitti e alla presa di decisioni che enfatizza l’equivalenza tra i partecipanti e l’efficienza operativa. 

Questo metodo si distingue per la sua struttura organizzativa che mira a promuovere trasparenza, inclusione e responsabilità condivisa.

Di seguito si riportano alcune indicazioni per applicare il metodo sociocratico nella gestione dei conflitti:

  • Cerchi decisionali: il metodo sociocratico organizza i membri dell’organizzazione in cerchi decisionali, o gruppi, che hanno funzioni specifiche e una chiara responsabilità. ogni cerchio è semi-autonomo ma legato agli altri attraverso una struttura interconnessa;

  • Doppio collegamento: ogni cerchio ha almeno due membri che lo collegano agli altri cerchi: uno che porta le informazioni dal cerchio superiore e uno che comunica le esigenze e le decisioni al cerchio inferiore. questo sistema assicura che l’informazione fluisca efficacemente tra i livelli e che le decisioni siano trasparenti e basate su un’ampia comprensione delle esigenze organizzative;

  • Processo di consenso: le decisioni all’interno dei cerchi vengono prese attraverso un processo di consenso, non basato sulla maggioranza ma sul non-opporsi. ciò significa che una decisione va avanti non quando tutti sono completamente d’accordo, ma quando nessuno ha obiezioni significative. il consenso qui è inteso come consenso senza obiezione che permette di avanzare anche in presenza di riserve, purché queste non siano così gravi da impedire l’attuazione della decisione;

  • Ruoli definiti e rotazione delle responsabilità: i ruoli all’interno dei cerchi sono definiti chiaramente, con responsabilità e aspettative specifiche. I ruoli possono essere periodicamente rivisti e ruotati per promuovere l’apprendimento, la comprensione reciproca e la flessibilità all’interno del gruppo.