STAKEHOLDER MAP

I processi complessi, come quelli di uso temporaneo, richiedono un approccio integrato e partecipato da diversi soggetti, al fine di poter fornire risposte articolate e differenziate ai problemi che il progetto si propone di risolvere.

Per questo è fondamentale impostare fin da subito un lavoro di rete efficace con gli attori che partecipano all’operazione.

Attivare collaborazioni e interazioni con altri soggetti e altre organizzazioni può essere importante per:

  • confrontarsi con soggetti con conoscenze e competenze differenti ma strategiche e arricchire i punti di vista;
  • accrescere e sviluppare una conoscenza più ampia e complessa dei problemi e del territorio nel quale si interviene;
  • progettare strategie di lavoro e di intervento efficaci.

Per poter individuare i soggetti da ingaggiare nell’ambito del progetto, bisogna innanzitutto analizzare l’ecosistema di riferimento, ponendosi alcune domande fondamentali:

  • chi mi può aiutare? 
  • per fare che cosa? 
  • come lo attraggo? 
  • che cosa chiedo? 
  • che cosa offro in cambio della sua attivazione?

 

La stakeholder map è lo strumento che permette di restituire il panorama degli attori ingaggiati/da ingaggiare sul progetto secondo diversi livelli:

  • CO-GESTIRE: chi ha interesse strategico nel progetto come opportunità d’impresa, investe risorse (organizzative, di leadership, di tempo, di capitale, di idee), intende rischiare, decidere la strategia, guidare e coordinare, garantire continuità e sviluppo; 
  • CO-PRODURRE: chi è interessato ad essere partner, collabora al progetto come fornitore, utente o dipendente e assicura l’avvio e lo sviluppo delle attività del progetto;
  • SOSTENERE: chi è interessato a mettere a disposizione risorse per promuovere il progetto, sponsorizzare o facilitare, al fine di creare consenso e aiutare la comunità;
  • INFORMARE: chi non è interessato a partecipare al progetto ma che può essere utile informare per migliorarlo e farlo progredire.

 

La collaborazione con altre organizzazioni può risultare faticosa e dispendiosa in termini di risorse: l’incontro e confronto con gli altri richiede una certa “pazienza pedagogica” e disponibilità a “mettersi in gioco”.

Far rete infatti implica:

  • investimento di tempo e di energie;
  • apertura in termini di fiducia verso gli altri membri della rete;
  • disponibilità a condividere e talvolta ad ampliare i propri orizzonti valoriali ed operativi;
  • disponibilità ad andare al di là dei confini circoscritti, per quanto importanti, dell’identità delle singole organizzazioni.

Per superare la resistenza ad investire in collaborazioni è importante chiarire quali sono i possibili vantaggi per gli attori coinvolti.

 

Inserisci all’interno dello strumento proposto tutti i soggetti che intendi coinvolgere nell’ambito del progetto a seconda del livello di ingaggio, come descritto sopra.