VILLA LEVI E LE BOTTEGHE DI QUARTIERE: DUE ESEMPI DI GESTIONE A CONFRONTO A REGGIO EMILIA
La gestione di progetti di uso temporaneo può essere attuata attraverso diversi strumenti di formalizzazione degli accordi e coinvolgendo tipologie di soggetti gestori differenti, a seconda della finalità dell’intervento.
Di seguito viene riportato il confronto tra due esperienze di uso temporaneo attive nello stesso ambito territoriale (Reggio Emilia) che presentano caratteristiche particolari rispetto ad altri processi, in particolare:
- VILLA LEVI: in questo caso l’attore pubblico (Comune di Reggio Emilia) si pone sia come intermediario con l’ente proprietario dell’immobile (Università degli Studi di Bologna) che come soggetto facilitatore della rete civica costituitasi per rianimare lo spazio (Villa Levi ETS). Per attuare questo duplice ruolo, questa esperienza di uso temporaneo è regolamentata da due strumenti normativi distinti: un contratto di comodato d’uso con la proprietà per l’utilizzo degli spazi e un accordo di cittadinanza sottoscritto dai soggetti attuatori e dal Comune di Reggio Emilia che definisce obiettivi, azioni e modalità di svolgimento.
- BOTTEGHE DI QUARTIERE: l’aspetto più interessante di questa esperienza riguarda la tipologia soggetto gestore individuato. A differenza di altri processi di uso temporaneo, in cui la dimensione collettiva e di provenienza dal Terzo settore del soggetto gestore prevale, in questo caso la manifestazione di interesse è stata rivolta a liberi professionisti appartenenti al mondo creativo (architetti, designer, illustratori, ecc..) per poter raggiungere gli obiettivi previsti dal progetto immaginato dal Comune di Reggio Emilia.
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